Spesso è stato detto che l'Arte della figura di Bach sarebbe un raggiungimento supremo della musica: Castaldi spiega qui ciò che viene definito il terzo stile di Bach. In una successiva dimostrazione rivela come la proposizione di Debussy Il piacere è la regola abbia una portata incalcolabile, in quanto si contrappone innanzitutto alla glorificazione del dolore e della sofferenza, intesa come pedaggio per l'accesso alle zone empiree della nobiltà dello spirito. E, in chiusura, una ripresa: l'autore ripropone una prospettiva anti-adorniana su Strawinskij, già affrontata nel testo In nome del padre.