Apparsa nel 1968 - e cioè un anno dopo La barcarola, il lungo canto d'amore dedicato a Matilde che completava idealmente il grande ciclo intimo del Memoriale di Isla Negra - la raccolta Le mani del giorno occupa un posto piuttosto particolare nell'opera di Neruda. Ma se il poeta vi lamenta la frustrazione, il senso di colpa per non aver saputo usare le proprie mani, così da poter realmente apprendere, vedere, raccogliere e unire gli elementi, questa raccolta è anche il frutto maturo di quella continua tensione che la poesia di Neruda da sempre sente verso gli oggetti e verso gli umili eroi dell'esistenza umana, indaffarati giornalmente ad affermare se stessi e gli altri nel proprio lavoro.