Errori della benevolenza. Felicità, proprietà privata e limiti dell'Illuminismo
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La benevolenza è una virtù? In molti casi sembrerebbe di sì. Ma quando si parla della benevolenza allargata dell'Illuminismo, secondo David Stove la risposta è chiaramente no. Filosofo controverso e controcorrente, scomodo e originale, egli fornisce ancora oggi risposte sorprendenti agli interrogativi della società contemporanea. Di fronte al progressivo e sempre più evidente disfacimento delle democrazie occidentali, scorre a ritroso il loro recente passato e riesamina con occhio critico tutte le correnti di pensiero che hanno caratterizzato la storia occidentale negli ultimi secoli: dall'Illuminismo al comunismo, dal darwinismo al postmodernismo. Stove chiude questo saggio riportando nell'ultima pagina - che sarà letteralmente l'ultima che scriverà - la storia di un indiano solitario che con la sua canoa andava a pescare controcorrente. Ma a forza di lottare contro il vento, le correnti, la furia delle acque, un giorno, stremato, decise di abbandonare il remo nell'acqua, si accese la pipa e incrociò le braccia al petto. «E se saremo razionali anche noi, allora ci comporteremo anche noi come l'indiano di questa storia», conclude Stove
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