Attraverso un'analisi dettagliata della riforma sulla valutazione periodica e finale nella scuola primaria, stabilita con un'ordinanza ministeriale a dicembre 2020, l'autrice spiega la deriva neoliberista che sta investendo la scuola primaria. Di questa riforma non si è parlato diffusamente, tuttavia essa si inserisce in un preciso processo di selezione, iniziato anni fa con il passaggio dalla scuola della conoscenza alla scuola delle competenze-chiave europee. Questa nuova modalità di valutare e insegnare sembra ispirarsi ai valori del capitalismo cognitivo, dell'ideologia meritocratica e delle teorie sul capitale umano, trasformando così i bambini in imprenditori di se stessi e la scuola in un'istituzione per livelli, in direzione potenzialmente antidemocratica e poco inclusiva.