Attraversando i nodi cruciali della fenomenologia della morte in letteratura, il saggio penetra nelle scritture di Sbarbaro, Bontempelli, Rosso di San Secondo, Pozzi e D'Annunzio. Le pone in dialogo con la filosofia di Blanchot e Cioran, con le pagine di Kafka e Baudelaire, per mettere a fuoco alcuni tra i luoghi verbali-mortali più significativi del secolo