Mon ictus mis à nu. Nascita e sviluppo della coscienza crepuscolare
Prezzo
14,00 €
Nessuna tassa
«Quando il fulmine di Zeus colpisce genera il vuoto, l'assenza di vita. Da questo vuoto occorre raccogliere i frammenti del passato, rigenerarsi, anche con un poco di fantasia». L'agguato dell'ictus e la lenta ripresa, in un racconto che per precisa volontà dell'autore ignora cure e terapie per esplorare i sentieri dell'inconscio, vera guida dell'essere umano. L'ictus non è altro che la terribile risposta dell'inconscio all'ybris dell'uomo, un atto di presuntuosa sfida. «La mia ybris - si legge - furono le cene all'Oasis, a La Napoule, le ostriche di Cancale e gli astici blu, furono le suites del Majestic di Cannes o del Normandie di Deauville, del Ritz di Londra o del Waterside Inn di Bray on Thames». Si poteva prevenire? «No o forse sì, ma con grandi rinunce, o forse sapendo cedere consapevolmente al giusto momento, altrimenti si poteva solo attendere». Il racconto, in cui entrano a vario titolo Sant'Agostino e Prometeo, Strauss e Ravel, Ulisse e la Rivoluzione Francese, non vuole mai «commuovere o indurre a una partecipazione emotiva»; semmai, riscrivere la vita e rintracciare in «un salto nell'amore» la sola salvezza possibile.
Leo Elements Font End
Panel Tool
Full Width
Boxed Large
Yes
No
Font Base
Font Heading
Font Slider
Font Senary
Font Septenary
Color Default