La battaglia di Pavia e gli arazzi fiamminghi del museo di Capodimonte
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24 febbraio 1525: l'esercito francese guidato da Francesco I e quello imperiale di Carlo V, comandato da Carlo di Lannoy viceré di Napoli, si scontrarono in una grande e sanguinosa battaglia nel Parco Visconteo che si estendeva a nord di Pavia fino alla Certosa. L'esito della giornata, clamoroso per la cattura del re di Francia e la disfatta del suo esercito, suscitò grande emozione in tutta Europa e stimolò una ricca produzione iconografica. Tra tutte le opere prodotte emergono per grandiosità i sette arazzi fiamminghi oggi conservati nel Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. Tessuti tra il 1528 e il 1531 su cartoni di Bernard van Orley, descrivono, come un grande documentario a colori fatto di filato di lana, seta, oro e argento, le principali fasi della battaglia. Oltre che capolavori d'arte essi sono grandiosi strumenti di propaganda imperiale ed eccezionali documenti figurativi, pressoché coevi, degli avvenimenti e sono quindi molto utili per ricostruirne lo svolgimento. Gli arazzi ci mostrano formazioni di cavalieri, archibugieri e picchieri che si combattono, i civili al seguito dei due eserciti, gli accampamenti, la città di Pavia, il castello di Mirabello...
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