Hevalen. Perché sono andato a combattere l'Isis in Siria
Prezzo
16,00 €
Nessuna tassa
Grasso Davide; Wu Ming 1 (cur.)
Quinto tipo
Libro in brossura
10 Novembre 2017
347
Nuovo
Rojava. In curdo vuol dire ovest, ma per arrivarci dobbiamo andare verso est, giungere nelle terre che un tempo chiamavamo Asia minore. Rojava è il Kurdistan siriano, dove dal 2011 è in corso una rivoluzione, il grande esperimento delle comuni e del confederalismo democratico. Un movimento di liberazione egualitario, libertario e femminista, ispirato al pensiero di Abdullah Ocalan e cresciuto come un bosco in pieno deserto, nel più devastato - e strategico - teatro di guerra del pianeta. Un processo sociale accerchiato da forze reazionarie e sanguinarie: l'Isis, il regime di Assad a Damasco e il regime del Caudillo turco, Erdogan, appena oltre il confine. Nel 2014 abbiamo trepidato per Kobane, città assediata dall'Isis e difesa da forze popolari chiamate Ypg e Ypj. Abbiamo visto le immagini di donne guerrigliere sorridenti scalzare dai media quelle dei tetri tagliagole di Daesh, e poi la riscossa: da Kobane, divenuta la Stalingrado del Medio oriente, è partita una controffensiva che ha meravigliato il mondo. Meno di tre anni dopo è stata liberata Raqqa, sedicente capitale dello Stato islamico. Come non accadeva dai tempi della guerra civile spagnola, uomini e donne da tanti paesi hanno deciso di raggiungere la Siria e partecipare alla rivoluzione, armi alla mano. Uno di loro era Davide Grasso, militante del centro sociale torinese Askatasuna e del movimento No Tav. A fargli prendere la decisione è stata la strage al Bataclan di Parigi, il 13 novembre del 2015. Hevalen, che in curdo significa gli amici, i compagni, è la storia - ibrida, ruvida, entusiasmante - del suo viaggio, della sua guerra, delle contraddizioni che ogni rivoluzione si porta dentro e deve affrontare.
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