La dimensione europea è qualcosa di distante da noi, che sembra non appartenerci, di estrinseco, o fa parte invece di noi, del nostro essere, delle nostre radici? Il sogno di un'Europa unita è l'utopia di un'élite o è una realtà che ci avvolge e che esige una presa di coscienza proporzionata al tempo che viviamo? Sono queste le domande a cui oggi non possiamo sottrarci, non solo nel momento delle elezioni o nel rispondere alle misure necessarie per salvare l'Euro a cui sono aggrappate le nostre economie, ma in tutti quegli atti della nostra vita quotidiana in cui si riflette una dimensione più vasta, quella irreversibile del villaggio globale.