Sicilia, 1492. Filippo il cattolico, Re di Spagna, emana un editto in base al quale gli ebrei residenti in Trinacria devono convertirsi immediatamente al cattolicesimo, rinnegando le loro origini culturali e spirituali. Braccio armato del Re, in quest'opera di spietata persecuzione, è il Sant'Uffizio che, con i suoi terribili tribunali di Inquisizione, organizza roghi pubblici di ebrei, già sottoposti a sevizie di ogni genere. In questo clima apocalittico, il romanzo segue l'epopea di alcune famiglie di ebrei siciliani che tentano di sfuggire alle grinfie di chierici spietati e senza scrupoli. Un libro di valore non soltanto narrativo, bensì anche documentaristico, che ci ricorda come il popolo giudaico è stato sempre storicamente vessato, sottoposto a un martirio di cui l'olocausto nazista rappresenta solo la punta dell'iceberg.