Partendo da un concetto, forse luogo comune, ma certamente vero, questo excursus di vita racconta la storia. Quella con la "S" maiuscola. Perché se nei libri leggiamo come sono o dovrebbero essere andati i fatti, la storia vera è negli occhi di chi quei fatti li ha vissuti, e che abbia avuto o no la fortuna o la responsabilità di chi da tutti è ricordato, è doveroso ammettere che senza le migliaia di giovani che, anche inconsapevolmente, si sono messi sulle spalle un fardello chiamato "futuro", oggi i libri racconterebbero un'altra storia, sempre ammesso che possano farlo. Ed è per questo che le memorie di Michele, soldato e prigioniero di guerra, vanno ad aggiungersi a quelle testimonianze che ancora oggi ci permettono di riflettere e ci danno la possibilità di credere al futuro dell'uomo.