"La poesia di Alessio Mazzocchi è un'affermazione identitaria: è l'urlo, mitigato dall'ironia ma allo stesso tempo serissimo, dell'individuo che reclama la propria unicità, rifiutando i subdoli meccanismi della massificazione. Tra le righe di questa silloge che segna l'esordio del trentenne autore comense troviamo la rivendicazione del sacrosanto diritto di essere voce fuori dal coro, perché "qualche volta anche il coro può stonare, ed essere il solista il solo intonato." (dalla prefazione)