Diligentissimi uocabulorum perscrutatores. Lessicografia ed esegesi dei testi classici nell'umanesimo romano di XV secolo
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20,00 €
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Abbamonte Giancarlo
Testi e studi di letteratura classica
Libro in brossura
01 Ottobre 2012
246
Nuovo
Nella seconda metà del Quattrocento, l'Umanesimo romano ha prodotto opere di lessicografia e commenti ai testi della letteratura latina che si presentano con caratteristiche radicalmente diverse rispetto ai loro precedenti medievali e pongono le basi per lo sviluppo successivo della filologia. Nel campo della lessicografia, il Cornu copiae di Perotti è il primo vocabolario latino moderno, che si propone di riferire il maggior numero possibile di significati e occorrenze di un termine. Nell'ambito della critica virgiliana, i commenti di Pomponio Leto rappresentano uno dei primi tentativi consapevoli di sostituire il tradizionale commento di Servio, che aveva dominato l'esegesi del poeta nel corso del Medioevo, con interpretazioni attinte ad antichi manoscritti virgiliani, come il Mediceus, a commentari poco noti, come quello alle Ecloghe e alle Georgiche attribuito a Probo, ovvero a testi scientifici dell'Antichità che erano stati da poco rivalutati, come la Naturalis historia di Plinio il Vecchio e l'Historia plantarum di Teofrasto. Dietro l'aspirazione che spinge Perotti e Leto ad aprirsi ad una conoscenza più profonda e originale della lingua latina, ma anche ad utilizzare nuove fonti per la comprensione dei testi latini, si nasconde l'insegnamento di Lorenzo Valla.
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