Il titolo del libro, superlativo di un aggettivo greco, che tradizionalmente ricorda il luogo nascosto di antichi oracoli (oikos endotatos), vuole suggerire il riferimento a un'interiorità o vicinanza che porta in sé qualcosa di rivelatorio. Le poesie di cui si compone il libro intrattengono un rapporto stretto con la filosofia fenomenologica e trattano di incontri con persone, luoghi, cose e quesiti con cui l'autrice viene in contatto durante l'età dai venti ai trent'anni. Un insieme di tracce e visioni, con la concretezza dell'immagine e dei colori, l'ambiguità polisemica della metafora, indica un'ulteriorità sempre irrisolta e ancora da indagare. Forse Il luogo nascosto di una verità e il suo modo di mostrarsi.