Punto è ciò che non ha parti. Profili filosofici-ermeneutici della musica classi
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La musica, nella sua tradizione, si rivela - prendendo a prestito un famoso postulato di Euclide -, "punto che non ha parti": condizione di armonia, di sviluppo delle forme e di rivoluzione del tempo in ogni epoca, perché la stessa trasformazione del mondo svolga un altro suo peculiare cammino, umano, storico, artistico. Sette note come sette in tutto furono quei pani, quei pesci, e bastarono per quella moltitudine, e ne avanzarono ancora, per un miracolo divino e umano che continua ad affascinarci, per rallegrarci e per stupirci, perché la musica possiede un che di divino, di assoluto. Sette note, eppure la creazione e l'originalità dell'invenzione sono e saranno sempre prodotte dal carattere unico, insostituibile, ed esclusivo dell'artista, del compositore che, proprio come uomo, si assume lui stesso la responsabilità della sua opera. La sensibilità, l'estro, non saranno mai elementi che potranno scaturire da un nastro magnetico, o da un corno inglese, o da una viola da gamba: piuttosto, per avanzato che sia il mezzo di produzione musicale, questo sarà sempre un mezzo e mai un fine nel pensiero e nell'anima del compositore.
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