Follia di Oreste. Psicopatologia di un personaggio del mito (La)
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La figura Oreste, il figlio di Agamennone e Clitemnestra, costituisce da quasi tremila anni una fonte inesauribile di suggestioni mitologiche e letterarie che hanno portato a delineare una speciale caratterologia del personaggio. Il suo impatto nell'immaginario collettivo, anche in epoche così diverse, è indice di come nelle trame del mito debbano essere confluite molte tematiche di alto impatto antropologico. Dei nuclei di senso legati a importanti snodi dell'esistenza umana. Li possiamo indicare come legati al problema dell'affrancamento da legami familiari particolarmente torpidi, al tema della ineluttabilità della vendetta, alla dialettica fra la colpa e la vergogna, della espiazione e del riscatto, allo status di bandito e fuggiasco, a quello di esule e ai meccanismi di espulsione e affrancamento da parte di un particolare nucleo sociale. Questo mantenendo un vertice antropologico. C'è poi un interesse più psicologico, più clinico. Legato all'immaginario collettivo sulla follia, ai suoi meccanismi causali, alle sue modalità espressive, ai mezzi di cura, ai legami con l'ambiente, ai problemi dell'etichettamento, al rapporto fra determinismi individuali e familiari.
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