Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964). Un integerrimo repubblicano narnese perseguitato dal fascismo
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Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964), figlio di un reduce garibaldino narnese, fin da giovane aderì al pensiero repubblicano e socialista, partecipando alle attività del movimento, a difesa dei diritti della classe operaia. Nel 1915, si arruolò volontario, fu ferito nel 1916 e decorato nel 1917. Tornato a Narni, riprese la propaganda politica contro le avanguardie nazionaliste che avrebbero poi dato vita al fascismo. Nel 1920, inneggiando a Trieste repubblicana, aprì il XIV congresso nazionale del PRI in Ancona. Subì la persecuzione del fascismo, vigilato e schedato, per cui dovette cambiare continuamente città. Venne poi arrestato per attività sovversiva e trasferito a Roma nel carcere di Regina Coeli, mandato poi per un breve periodo a Lipari e infine ricondotto a Narni. Nel 1934 rifiutò la pensione di guerra. In seguito, nuovamente arrestato, rimase in carcere a La Spezia fin quando un bombardamento distrusse il carcere; partecipò alla guerra di liberazione nelle formazioni partigiane della Lunigiana e a Carrara restandovi fino alla fine del 1945 per riorganizzare le fila del Partito Repubblicano.
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