Governare bene sarà possibile. Come passare dal populismo al popolarismo
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Negli ultimi 70 anni la politica italiana ha sperimentato diverse "formule" di governo: coalizioni di centro, di centro-sinistra, di centro-destra, di sinistra-centro. Il risultato negativo è sotto gli occhi di tutti. È prevalso per lungo tempo lo Stato arbitro e giocatore, che ha fatto male sia l'arbitro che il giocatore. E quando troppo denaro viene gestito dalla mano pubblica, la politica e l'economia corrompono e si corrompono. Finiscono così per offrire grandi "assist" a partiti e movimenti di protesta populista che sanno "rottamare", ma non ricostruire, perché di solito anche i "protestanti" sono carenti di buona cultura di governo come i "protestati". Don Luigi Sturzo fu il fondatore del popolarismo, un metodo di governo che oggi è alla base della moderna economia sociale e solidale di mercato. Un metodo valido non solo per l'Italia, ma che dovrà presto essere "globalizzato", se vogliamo vivere tutti in un mondo più libero e pacifico, come da tempo sostengono le encicliche sociali. Utopia? Sino a oggi la vera utopia è stata quella del Principe, che ha sempre sperato che gli interessi dei governanti possano resistere a lungo contro gli interessi dei governati. La storia dimostra che prima o poi il fallimento è garantito, per tutti. La soluzione sta nel passaggio al popolarismo, che non è una ideologia, ma un efficiente metodo di governo. Prefazione del Cardinale Oscar A. Rodriguez Maradiaga. Postfazione di Umberto Ambrosoli.
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