Romain Rolland. Il dramma tra pacifismo assoluto e guerra a oltranza (1915-1944). Lettere e polemiche
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La storia della Prima guerra mondiale ha ricevuto di recente molte celebrazioni dal mondo scientifico, che è tornato a dibattere su battaglie, generali e pensatori, con alterne rivalutazioni e denunce. Tuttavia, al massimo assertore del pacifismo mondiale, Romain Rolland (1866-1944), assurto a celebrità proprio durante gli anni della guerra, non è stato dedicato ancora uno studio complessivo. Proprio a fronte del disinteresse per la riflessione di Rolland successiva al libro celeberrimo Au-dessus de la mélée del 1916, è sembrato rilevante dedicare attenzione allo sviluppo del suo pensiero politico, che da un pacifismo assoluto passò, vent'anni dopo, all'affermazione di una guerra a oltranza contro tutti i totalitarismi. Questo capovolgimento di posizione trova nel presente volume la dimostrazione documentata di una vivida e reale partecipazione di Rolland alle vicende dell'entre-deux-guerres. La sua morte, il 30 dicembre 1944, gli consentì solo di vedere l'inizio della Liberazione, che egli volle salutare, nel suo ultimo giorno di vita, in esilio, suonando con gioia la Sonata opus n. 111 dell'amato Beethoven.
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