Il presente lavoro si propone come una peregrinatio animae sulle tracce ben camuffate di Eliade alla ricerca della sua mathesis universalis che lo avrebbe portato alla configurazione dell'uomo nuovo e alla totalizzazione del fenomeno culturale. La chiave segreta, ossia il paradigma sacrale, è l'unica in grado di spalancare la porta dell'uomo verso un tempo diverso, forte, essenziale. Pur delineandosi come una ricerca di sentore epistemologico ed ontologico, quella eladina abbraccia, a tutti gli effetti, un piano soteriologico-simbolico. Pertanto, il tempo derivante è, da una parte, quello sacro, kairologico, dall'altra, il tempo profano, cronologico che ingoia l'uomo con la stessa voracità con cui Cronos divora i propri figli. Attraverso questa terza via, racchiusa nella famosa coincidentia oppositorum, Eliade traccia con eleganza non i contorni di una rigorosa filosofia della storia, ma un'audace ermeneutica storico-onto-teologica impregnata da messaggi di estrema bellezza ed attualità.