Io sono Laghitello. Paese vivo, paese abbandonato, paese scomparso
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Don Carlo Carusi, parroco di Laghitello, il 24 novembre 1929 rispose alla Curia di Tropea: le condizioni della chiesa «sono pessime: è lesionata quasi tutta. Per legge deve essere spostata insieme a tutte le abitazioni del paesello, perché fu fabbricata sopra una frana, frana che lentamente ha minato [...] tutti i fabbricati ivi esistenti» L'intero paese scivolava in Valle di Roppo: il 25 gennaio 1927 il Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Calabria si era pronunciato stabilendone l'abbandono, «vana ed estremamente costosa riuscirebbe qualsiasi opera di consolidamento». Con la visita di Michele Bianchi, 30 gennaio dello stesso anno, e con l'intercessione di don Luigi Sturzo ebbe inizio, altrove, l'opera di costruzione. Dal 1930 il nome Laghitello scomparve dalle carte geografiche. Prefazione di Vito Teti.
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