Fabbrica per spogliatoi e mensa di Marcello D'Olivo. Fra oblio e salvaguardia (La)
Prezzo
28,00 €
Nessuna tassa
Biasi Alessandra
Nuova serie di architettura
Libro in brossura
23 Settembre 2022
176
Nuovo
Il testo ripercorre la vicenda di un'opera pressoché dimenticata di Marcello D'Olivo che nel corso dei suoi oltre sessant'anni di vita ha intercettato oblio e rovina, e più recentemente imboccato un complesso quanto controverso percorso di patrimonializzazione che ci interroga oggi sui principi da porre alla base delle scelte operative e sulle conoscenze su cui fondare il riconoscimento delle qualità da salvaguardare. Attraverso materiali d'archivio per lo più inediti - disegni, documenti di cantiere, relazioni inerenti all'iter del riconoscimento del valore culturale dell'opera - il lettore è proiettato all'interno della sua travagliata vicenda, che dal magniloquente esordio entro la scena urbana approda in breve a un rovinoso declino, giocato sul crinale di un'autorità annunciata e in realtà mai compiuta, presto intrecciato al progressivo "spaesamento" dell'opera entro una città, Trieste, destinata nel secondo dopoguerra a traiettorie di sviluppo distanti dall'orizzonte ideativo dell'architetto. Sulle tracce di tale percorso il lettore ha modo di constatare un cambio di passo a fine secolo; critica e sapere storiografico profilano infatti una riappropriazione in chiave progettuale dell'opera dell'architetto, sulla cui scia muove l'iter della tutela. Autorità e autorialità dell'opera - agganciate alla progettualità di matrice wrightiana assegnata all'architetto - sostanziano il riconoscimento del suo valore culturale, lasciandone in ombra la materialità e con essa le qualità che la fabbrica condivide con il mondo produttivo del proprio tempo. Un tempo che troppo prossimo all'attualità non sembra assicurare quel distacco storico utile a sollevare un'autentica attenzione conservativa, stante anche alla predeterminazione della destinazione d'uso - vera strettoia dell'iter della tutela - che spinge in direzione di una trasformazione radicale di quanto della fabbrica oggi sopravvive. Si profila così un intreccio che svela al lettore contraddizioni e conflittualità alla base di ipotesi operative, avanzate e mai compiute, i cui presupposti oscillano sensibilmente ponendo questi e interrogativi di natura teorica e metodologica sul restauro di un'opera moderna in abbandono, il cui valore di memoria e cultura richiede oggi un rinnovato riconoscimento.
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