Mondo come volizione o l'apparente senso del mondo (Il)
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In filosofia si è sempre questionato sul problema della libera scelta, del libero arbitrio o del libero agire; secondo una teoria fatalistica non si potrebbe compiere nulla di voluto nell'uomo, secondo il mero meccanicismo saremmo proprio noi a volere oppure a non volere le cose in questo mondo: si può violare la validità di ogni teoria fatalistica con l'impossibilità che ha ogni santo uomo di compiere volutamente il male per sé stesso (ad esempio con un delinquente che finisce in carcere per una sua malefatta per via di un reato che sa essere un reato), perché sarebbe Dio o un architetto l'artefice della sua rovina, mentre si può violare ogni teoria meccanicistica con l'impossibilità che ha un uomo di scegliere qualcosa volutamente, perché si andrebbe a porre nell'atto pratico della scelta il bene quanto il male (ad esempio con un uomo che decide di scegliere una sua passione - come un artista - rimettendoci a sue spese la propria felicità personale quando nasce con una determinata disposizione introversa), pertanto sarebbe da sciocchi credere che non ci sia un'innata predisposizione nell'essere per qualcosa.
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