"Entrare nel corpo del film" vuol dire mettere in gioco un campo di tensioni molto ampio, che va dal ruolo della soggettività nel percorso di analisi alla natura percettivo-emozionale dell'immagine cinematografica, nel segno di una ricerca non tanto dell'evidenza del testo, quanto piuttosto di una sua fisiologica segretezza. Un invito per tornare dunque a riflettere sulle questioni della sensibilità del testo, della sua irriducibile materialità ad una dimensione puramente simbolica, dell'irrinunciabile lavoro nel corpo filmico come momento propulsivo per ogni segno di interpretazione.