Storia di Carla. Una bambina ebrea negli anni della persecuzione antisemita in Italia
Prezzo
10,00 €
Nessuna tassa
Viterbo Bassani Carla, Lughezzani Roberto
Vite
Libro in brossura
29 Ottobre 2015
108
Nuovo
Carla è una bambina ebrea veneziana che nel 1938, quando vengono emanate le leggi razziali, ha sei anni. La sua vita e quella della sua famiglia cambiano completamente: lei e il fratello Baldo non possono più frequentare la scuola, non possono andare in piscina né in palestra, non possono nemmeno fare il bagno sulla spiaggia del Lido. Il padre perde il lavoro e gli amici cattolici che frequentavano la loro casa fingono di non conoscerli se li incontrano per la strada. Fino al 1943 Carla frequenta la scuola elementare nel ghetto di Venezia, in un clima di tensione, di paura e di isolamento crescenti. Il 9 settembre 1943 la famiglia Viterbo fugge precipitosamente verso Ancona, città di origine del padre, e trova alloggio a Porto San Giorgio. Un mese dopo sono tutti arrestati e internati con altri ebrei nel campo di Servigliano, dove rimangono fino alla primavera del 1944, soffrendo privazioni di ogni sorta, con la costante minaccia di essere deportati dai tedeschi. Agli inizi di maggio il campo è bombardato dagli alleati e gli internati fuggono terrorizzati. Carla e la sua famiglia si nascondono e con l'aiuto del medico condotto di Servigliano riescono ad arrivare a Fermo, dove trovano un rifugio sicuro grazie a un religioso del convento di San Francesco. Sono tra i pochi a salvarsi da Auschwitz, dove invece finiscono molti dei loro compagni di sventura.
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