Figli della stessa madre
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13,00 €
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«La poesia è essenziale, la poesia spoglia l'eccesso per cercare la parola giusta, il senso che chiarifica. La poesia apre mondi di senso, di consapevolezza improvvisa e lo fa toccando corde intime. Quando un componimento parla proprio a te, alla tua pancia e al tuo cuore, è come se pompasse più forte il sangue nelle vene. È come la primavera: risveglia! Per questo la poesia civile, politica, impegnata, o come la si voglia chiamare, è un dono, perché per sentirla basta mettersi in ascolto e arriva diretta con le sue verità, le sue crudità e denunce. Eppure abbiamo disimparato a fare memoria e a costruire lotte sociali anche attraverso di lei. Sembra esserci sempre meno tempo, meno spazio, meno orecchie per questa arte in un'epoca che corre veloce. Abbiamo dismesso e dimenticato i cantanti di strada e i declamatori da osteria, da casa del popolo, da manifestazione. Eppure qualcuno ha resistito, qualcuno è ancora tra noi. Giovanni ad esempio, il cantore che brinda alla memoria con il bicchiere della staffa; il compaesano che trovi nei luoghi dell'incontro solidale a incartare la farina con un po' di storie; il militante che con le parole rivoluziona il sentire.»
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