Dopo Falcone e Borsellino, perché lo Stato trattò con la mafia? Sul documento inabissato dalla Commissione parlamentare d'inchie
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Inabissato, questo il destino di "Stragi e trattativa", importante documento della Commissione parlamentare antimafia. Redatto per lo più da magistrati coraggiosi. Non viene esclusa un'ipotesi impressionante, cioè che l'assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino abbia avuto un interesse convergente o sia servito a ripristinare un secolare compromesso tra Stato e mafia. "Stragi e trattativa" non è né ambiguo né reticente. Fa i nomi di chi si è prestato al cedimento a Totò Riina alla sommità dei palazzi del potere politico, della giustizia e della polizia. Viene anche assecondato un sospetto: nelle stragi del 1992-1993 ci fu la "manina" di poteri criminali estranei a Cosa nostra?
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