Segno e l'immagine. Estetica e semiotica delle arti da Du Bos a Lessing (Il)
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Giorgio Vasari narra che il giovane Giotto, durante una breve assenza del capo-bottega Cimabue, dipinse una mosca su una figura che il maestro stava terminando; al suo ritorno, Cimabue cercò per più volte di allontanare l'insetto, prima di accorgersi che era solo dipinto. Come può un quadro e in generale un'opera d'arte creare un effetto di trasparenza nell'esperienza del pubblico? E in che modo vengono concepite le differenze specifiche tra i media delle diverse arti? A partire dal dibattito estetico primo-settecentesco sulla naturalità dei segni pittorici e l'artificialità dei segni poetici, il volume ricostruisce l'incontro tra la riflessione semiotica e la nascita dell'estetica filosofica, fino alla nuova sintesi teorica offerta dal Laocoonte (1766) di Lessing, che continuerà a esercitare il suo fascino indiscusso anche nel Novecento.
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