«Buongiorno, vorrei il giornale di domani.» «È l'ultimo della fila, ne tengo solo uno, perché non lo compra mai nessuno.» Vagabondare nella propria mente lasciandola libera di partorire ciò che vuole è un lusso che la vita moderna distratta e sempre in ritardo a pochi concede. Le emozioni ci appartengono, ci somigliano, sono monoliti che scavalcano il tempo, le mode, le generazioni, integre e inossidabili. E allora scrivere di sé è ricongiungersi alle emozioni universali in cui il nostro sé si riflette nell'altro. Vagabondaggi mentali è un inno al guardarsi dentro, all'ascolto interiore, immersi nel flusso delle emozioni altalenanti, a volte irruente, a volte pacificatrici, compagne del nostro ormai raro, beato silenzio.