Valutare la ricerca scientifica. Uso e abuso degli indicatori bibliometrici
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Dal dibattito molto acceso di questi ultimi anni sembra emergere che la valutazione della ricerca sia il pilastro su cui fare poggiare le decisioni relative all'allocazione dei finanziamenti per la ricerca e i meccanismi di reclutamento e progressione di carriera dei professori universitari. La valutazione si può applicare a unità di indagine diverse: dal report di ricerca (saggio, libro ecc.), al ricercatore, alla rivista, al gruppo di ricerca, alla disciplina, al sistema nazionale di ricerca. Esiste una generale convergenza sull'idea che la valutazione possa essere condotta attraverso indicatori in grado di approssimare la qualità - ovvero il merito intrinseco della ricerca e la sua influenza all'interno della comunità scientifica - e l'impatto - ovvero gli effetti sociali, culturali, economici e ambientali. Perciò si sono affermati strumenti quantitativi di analisi della performance dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca, che sono considerati la panacea per mettere fine all'arbitrio delle decisioni accademiche, sostituendo meccanismi farraginosi con semplici ranking diffusi a livello internazionale. Questo volume vuole mettere a disposizione degli studiosi un'analisi sintetica dei principali indicatori utilizzati nella valutazione della ricerca, con un focus particolare su quelli bibliometrici, analizzandone modalità di costruzione, significato, interpretazione, applicabilità e limiti.
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