Voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali. Dall'alba del 2 giugno 1946 al tramondo del 25 febbraio 2013 (Il)
Prezzo
20,00 €
Nessuna tassa
Anderlini Fausto
Studi e ricerche
Libro in brossura
17 Aprile 2013
376
Nuovo
Perché i climi politici variano da luogo a luogo? Che cosa ne è delle 'regioni politiche' di una volta? Questo volume è una raccolta di osservazioni redatte come rapporti nel corso di due viaggi. Il primo a ritroso nel tempo, alla ricerca delle fratture che hanno strutturato la politica repubblicana. Qui risalta l'intensità della relazione fra i partiti e la terra, o meglio il modo in cui la terra, cioè la società agraria, s'innerva nei partiti. Per poi filtrare nelle città. Il viaggio di ritorno riconduce da quell'origine all'oggi. Dove si vedono i cambiamenti, ma anche clamorose persistenze. Talvolta con esiti bizzarri. Smentendo ogni previsione lineare i defunti partiti di massa sono stati sostituiti da un coacervo di figurazioni. L'agognato mondo senza partiti è popolato da una folla instabile di pseudo-partiti. Una 'Repubblica dei detriti', depositata dai colpi di maglio del populismo, è succeduta alla 'Repubblica dei partiti', l'accatastamento concitato di forme politiche e delle loro parodie all'organizzazione geometrica dell'originaria occupazione del suolo, quando i partiti erano la 'nomenclatura della terra', e conseguentemente delle 'classi sociali'. La democrazia è diventata una cava, meglio: un incolto, percorso da una moltitudine di spigolatori che hanno la pretesa di denominarsi 'nuovi'. Perso il sostegno della terra la politica è entrata nel delirio, sino a che, il 24 Febbraio 2013, ignoti piromani hanno appiccato fuoco alle stoppie.
Leo Elements Font End
Panel Tool
Full Width
Boxed Large
Yes
No
Font Base
Font Heading
Font Slider
Font Senary
Font Septenary
Color Default