Rocco Scotellaro e la questione meridionale. Letteratura, politica, inchiesta
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19,50 €
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Il volume intende rovesciare i presupposti del mito, a lungo coltivato dai suoi ammiratori, secondo il quale Rocco Scotellaro (1923-1953) è stato il poeta contadino. Militante socialista, giovane sindaco di Tricarico nel secondo Dopoguerra, poeta e narratore in costante formazione, Scotellaro fu, anzitutto, uno degli interpreti più lucidi delle trasformazioni sociali che investirono l'Italia post-bellica, in ragione del suo impegno concreto e di un'idea di cultura - di prassi letteraria e politica - mai scissa dalla sua verifica sociale. Del mondo contadino o, per meglio dire, dei gruppi sociali subalterni, ai quali era prossimo senza appartenervi del tutto, fu studioso e gramsciano persuasore, convinto che l'impegno meridionalistico non potesse essere disgiunto da un progetto pedagogico di emancipazione culturale. A questa missione civile Scotellaro ottemperò con gli strumenti, mai statici, della mediazione e della mimesi, passando dalla poesia alla narrazione, dalla drammaturgia alla ricerca sociale. Il libro restituisce, alla stregua di una cartografia, il seppur breve itinerario di Scotellaro, focalizzandosi sulla centralità della formazione culturale - tutt'altro che ingenua, come è stata, spesso, a torto giudicata - e sulla meditazione costante attorno alle ragioni della militanza a favore delle classi oppresse.
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