Mi manca il Novecento. Libri, scrittori e altre divagazioni
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Nelle pagine di questo saggio si spalancano percorsi di riflessione sui temi che hanno impegnato i più importanti scrittori del Novecento: la complessità della realtà, la perdita del senso, la fragilità dell'esistenza e i suoi mutevoli significati, in una lotta feroce tra la quotidianità e l'aspirazione ai valori assoluti. Da Tabucchi a Flaiano, da Pasolini a Camus, da Mann a Dagerman, da Ellis a McInerney, da Joyce a Svevo, Nicola Vacca ha voluto ridare luce alle opere di autori i cui nomi oggi sembrano essere stati dimenticati. Così egli scrive: Per difendere la letteratura dall'attuale decadenza sarebbe necessaria una riscoperta e una rivalutazione del patrimonio di una società letteraria come quella del Novecento. Il passare del tempo può creare distanze che le parole riescono a colmare, ma solo se possiedono spirito di rivolta e coraggio di testimoniare la libertà di quelle coscienze tormentate che in solitudine scavano negli abissi per liberarsi dalle maschere e far emergere la tragicità del vivere. Nel vortice delle continue trasformazioni sociali e culturali niente è più facile che dimenticare i giganti sulle cui spalle ancora sediamo, benché quasi del tutto inconsapevolmente; niente è più difficile che mettere a tacere la vanità per tornare ad ascoltare i colpi di un pensiero che ha ritmo di tamburo e potenza di tuono. A queste pagine di assoluta passione per la grande letteratura sono state consegnate le intuizioni dell'autore, che sa bene come scardinare l'eresia dell'equilibrio, l'illusione della quiete: quando la storia arretra e degenera nell'oblio, la scrittura è l'unico modo per assolvere al dovere della memoria.
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