Da Auschwitz-Birkenau, a Sutthof, a Vahingen, a Natzweiller, e infine la marcia della morte a Dachau, la fuga disperata, la salvezza e il ritorno a casa. Dopo cinquant'anni non c'è tregua per chi deve convivere con l'assurdo senso di colpa per essere sopravvissuto, per chi si trova sempre dentro quel campo maledetto e che chiede oggi, come unico risarcimento, il coraggio di fare le domande più dolorose e dare le risposte, anche le più laceranti.