E Cascella dribblava... Quando la Spal e la vita erano sogno
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Segnava gol alla Maradona partendo da centrocampo. A San Siro contro il Milan ubriacò Sabadini, terzino della Nazionale. Fu lui a infrangere la leggendaria imbattibilità del portiere Tarabocchia, record italiano che ancora resiste - da oltre quarant'anni - tra i professionisti. E un suo allenatore, Gianni Corelli, vedeva in lui qualcosa di Pelé... «Il presidente mi disse di scegliere: il Napoli in A, o la Spal in B. Decisi di venire a Ferrara». Numero 7 (ma 10 nell'anima), capelli lunghi, maglia fuori e faccia furba. Purosangue del dribbling. Gioia allo stato puro. La bellezza del calcio. Il senso del pallone. Figlio del Sud ma anche gemello del Tuono, Salvatore Cascella è stato - nell'ultimo campionato del presidentissimo Paolo Mazza, quando la Spal sfiorò la A, e nel seguente - genio e sregolatezza, amico del futebol bailado e nemico della linea laterale come binario di confine. E se la sua 'magica' carriera si è fermata alla serie B, se qualcuno l'ha definito «il Cruijff della serie C», non importa: questo libro non è un almanacco, né una biografia. È un atto d'amore. Prefazione di Massimo Callegari. Postfazione di Salvatore Cascella.
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