Tramonto di Faust. Oswald Spengler tra Goethe e Nietzsche (Il)
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Concepito sotto l'impressione di Agadir, elaborato durante la Prima Guerra Mondiale e pubblicato alla fine del conflitto, il Tramonto dell'Occidente di Spengler è un'opera in cui confluisce la corrente del pensiero tedesco che muovendo da Leibniz e passando attraverso Goethe e Hegel si protende verso un futuro che Nietzsche avrebbe già prefigurato come l'avvento del nichilismo. Decostruita l'immagine tolemaica della storia, Spengler, richiamandosi allo sguardo morfologico di Goethe, si fa promotore di una rivoluzione copernicana temporale che renda possibile allo sguardo storico contemplare scetticamente il decorso delle civiltà nel loro nascere, crescere, maturare e morire, alla stessa maniera in cui, di fronte allo sguardo mistico di Angelus Silesius, la rosa fiorisce senza un perché. Lo stesso Faust si configura come il ritratto della civiltà occidentale in via di compimento: Spengler vi individua i simboli di un accadere che allude a una struttura metafisica dell'umanità storica come destino; un destino che gioca con il mondo come con i pezzi di una scacchiera, trasfigurando il tramonto dell'Occidente nella dimensione estetica di spettacolo per l'occhio di un Dio.
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