Un dialogo filosofico tra l'autore e un interlocutore in absentia che pone una domanda iniziale, dalla quale scaturisce tutto il discorso portato avanti in queste pagine: è dunque il mio pensiero padrone del tempo e dello spazio? Al termine, due racconti dalla Zona, lo spazio controllato, militarmente protetto e probabilmente contaminato cui allude il titolo di tarkovskiana memoria.