Tre ballate da cantare ubriachi e altre canzoni
Prezzo
14,00 €
Nessuna tassa
Le ho chiamate ballate e canzoni perché le poesie le scrivono i poeti e non so se lo sono. Io sono innanzi tutto un attore perché è questo il mestiere che mi ha dato da vivere. E poi scrivo copioni per il teatro, insegno recitazione e ogni tanto, se capita, faccio anche una regia. Tutto teatro, insomma, da 54 anni. I versi hanno accompagnato questa mia attività su e giù per stivale e all'estero, in silenzio, senza mai farsi notare e senza alzare la cresta. E a me andava bene così. Poi, da vecchi si diventa spudorati, le difese si allentano e così ho ceduto alla tentazione. Ho pubblicato il primo libro a 67 anni e il secondo a 73. Oggi ne ho 76 e questo è il terzo. Ne valeva la pena? Non lo so. In ogni caso i posteri avranno altro a cui pensare e questi versi di sicuro non cambieranno la mia storia e ancor meno quella di chi li leggerà, suppongo pochi amici gentili. La poesia, si sa, non vende. I lettori d'oggi preferiscono brutti romanzi a belle poesie, chissà perché. I versi di questa raccolta li ho scritti tra l'agosto 2011 e il luglio 2012, a parte due canzoni dedicate a mia madre e a mia zia, scritte negli anni Settanta. Una specie di diario lungo un anno. Faccio parte di una generazione che ha visto la guerra e ha sentito le sirene dell'allarme e il rombo dei bombardieri. Da bambino ho camminato fra le macerie e ho visto piangere i grandi. I segnali non erano buoni. Ma il teatro mi ha dato un'opportunità di vita e per questo mi considero fortunato. (l'autore). Prefazione di Claudio Beghelli.
Leo Elements Font End
Panel Tool
Full Width
Boxed Large
Yes
No
Font Base
Font Heading
Font Slider
Font Senary
Font Septenary
Color Default