Il principio della proporzione dei delitti e delle pene di Beccaria non è più adeguato alle esigenze dell'attuale sistema penale: l'attenzione va rivolta al sentimento della pena e al dolore che la rende singolare. Occorre pensare all'appropriatezza della pena, perché diventi propria e consista nel darsi pensiero, aver cura e riguardarsi, attività che le condizioni delle nostre carceri rendono impossibili. Nemmeno perdonare può bastare, a meno che il gesto non diventi per dono, la responsabilità di non perdere la vita che ci è stata donata. Queste pagine propongono una critica del sistema carcerario in nome di relazioni che coniugano sicurezza e cura, coinvolgendo in nuovi compiti persone detenute e polizia penitenziaria.