Io non voto Giorgia. Anatomia di una destra tutt'altro che sociale
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Qual è l'impalcatura ideologica della destra che va da Fratelli d'Italia alla Lega 2.0 di Salvini e Vannacci? È sotto gli occhi di tutti: l'ossessione per la difesa dei valori e delle tradizioni cristiane da minacce inesistenti; il vecchio nazionalismo otto-novecentesco, basato su un concetto distorto di patria concepita come comunità spirituale, se non addirittura etnica; l'aperta e in comprensibile ostilità nei confronti dei diritti civili; la millantata svolta securitaria che in realtà si è tradotta in una riforma della giustizia volta a garantire l'impunità delle classi dirigenti; l'avversione nei confronti della nostra Costituzione e l'aspirazione a indebolire i pesi e i contrappesi che bilanciano i poteri dello Stato, in nome del principio che vuole l'uomo solo (o, meglio, la donna sola) al comando. Io non voto Giorgia evidenzia le contraddizioni concettuali e storiche, spesso non immediatamente percepibili, dell'attuale maggioranza di governo che, oltre a perseguire idee retrograde ma dalla grande efficacia propagandistica, non sembra avere assolutamente nulla né di sociale né, tantomeno, di legalitario.
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