Molti altari della modernità. Le religioni al tempo del pluralismo (I)
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La nostra epoca è segnata dal forte ritorno delle religioni nello spazio pubblico. La teoria della secolarizzazione (più modernità = meno fede) si è rivelata sbagliata. Berger, un tempo sostenitore di quel paradigma, non ha timore ad ammettere lo sbaglio: l'osservazione della realtà lo porta ad affermare che oggi non viviamo in un'età secolare ma in quella del pluralismo. Le fedi sono compresenti a livello planetario: gli Hare Krishna ballano davanti alle cattedrali gotiche d'Europa, il cristianesimo si diffonde nella Cina confuciana, il buddhismo si è oramai radicato in Europa, l'America Latina (un tempo uniformemente cattolica) vive un'esplosione di presenza protestante, la regina Elisabetta II e, oggi, re Carlo I si proclamano «difensori di tutte le fedi». Al contempo i credenti sono immersi nella propria epoca vivendo in prima persona il pluralismo in quanto persone sia religiose sia secolari. Ma cosa significa il fatto che il pluralismo è il paradigma della condizione spirituale moderna? In che modo le istituzioni religiose ne vengono condizionate? Cosa succede alla fede in questo contesto? Questo libro risponde con lucidità a tali domande. Berger, definito per questo libro dal Washington Post «autorità mondiale in materia di religioni e modernità», intreccia un'impareggiabile competenza accademica con la capacità di indagare i fatti propria dell'uomo curioso di capire. Prefazione di Antonio Camorrino.
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