Eudaimonia e nomos. Identità greca e alterità italiota tra V e III secolo a.C.
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Come venivano percepite le città greche nel mondo mediterraneo antico? Riconoscendo un'autonomia culturale e politica delle città italiote al di là dei tradizionali legami coloniali, questo studio analizza le rappresentazioni della Magna Grecia elaborate dal mondo greco tra V e III secolo a.C. Dalla tensione tra identità greca e peculiarità locali nascono le complesse percezioni antiche della realtà magnogreca, laddove le città del litorale ionico - da Reggio a Taranto - oscillavano nell'immaginario greco tra inclusione ed esclusione dalla grecità. Attraverso l'analisi di fonti principalmente letterarie, si delineano due dimensioni: i modi in cui gli antichi interpretarono i caratteri distintivi degli Italioti alla luce della loro interazione con le popolazioni italiche, e la rielaborazione delle esperienze politiche di città la cui storia influenzò profondamente il pensiero greco e romano. Le rappresentazioni dell'eccesso sibarita, della raffinatezza tarantina e del buon ordinamento locrese esprimevano preoccupazioni centrali nel dibattito antico sul rapporto tra felicità civica, buone leggi e coesione sociale. La distanza geografica induceva quindi gli osservatori mediterranei.
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