"Il poiein della Scalfaro, rivisitato come rito poetico, si fa latore di bellezza, di conciliazione, di pacificazione, di verità, gioiosamente arreso all'esigenza di significare, di salvare, di rendere vivo e duraturo tutto ciò che non impoverisce lo sguardo nella relazione di ascolto supremamente attento al respiro del reale e di vicinanza patente all'ontologico limite dell'esserci." (Dalla nota di Merys Rizzo).