«Ho immaginato la scrittura di questo libro non come una semplice attività intellettuale, non come un compito dettato dalla sola volontà di documentare o analizzare; l'ho vissuta, piuttosto, come un viaggio: lungo, affascinante, imprevedibile, disseminato di tappe inattese e deviazioni sorprendenti, come accade nei percorsi che valgono davvero la pena di essere intrapresi. Un viaggio che si è delineato, giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, come una sorta di pellegrinaggio laico nella memoria collettiva, ma anche, e forse soprattutto, nella geografia della sensibilità e del sentimento»