Schiavitù e insurrezioni di schiavi nell'antico mondo romano
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Alla fine delle guerre puniche gli imprenditori dell'epoca, per soddisfare la crescente richiesta dei beni di consumo e abbassare il costo del lavoro a un livello tale da rendere competitivi i prezzi dei prodotti nei mercati, introdussero nel meridione della penisola italica una caterva di schiavi. Chi era stato in Sicilia e diceva di averne veduto così tanti - scrive Diodoro Siculo -, non era creduto. I più di loro, strappati dai luoghi natii e condotti a viva forza sui luoghi di lavoro, erano utilizzati nelle dure attività campestri, minerarie e pastorizie, soltanto i più istruiti o i più fortunati trovavano collocazione nelle domus dei ricchi proprietari. L'eccessiva concentrazione in spazi ristretti e le degradanti condizioni di vita di quegl'infelici, privi del benché minimo diritto ma oberati di doveri, provocarono tre sensazionali insurrezioni di cadenza trentennale: le prime due in Sicilia e una terza in Campania. Roma intervenne ogniqualvolta con le legioni, e le rivolte dopo un primo momento di riuscita furono soffocate nel sangue. Opera prima classificata nel premio letterario internazionale "il saggista" ed. 2025.
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