Fare letteratura: Giuseppe Pontiggia e il racconto. Atti del Seminario Milano, 21 dicembre 2021
Prezzo
15,00 €
Nessuna tassa
Calderoni S. (cur.)
Quaderni CISLE
Libro in brossura
04 Gennaio 2024
95
Nuovo
«La sfida, se le parole diminuiscono, è di dire di più» scriveva Giuseppe Pontiggia. La brevitas, cifra stilistica che contraddistingue l'autore sin dagli esordi di La morte in banca (1959), è risorsa espressiva di grande potenza nel suggerire nuove possibilità formali ed esistenziali - L'arte della fuga (1968), Vite di uomini non illustri (1993). Ripensata come soluzione efficace fino a trovare un vocabolario essenziale nella raccolta di detti e aforismi Le sabbie immobili (1991), resta mezzo privilegiato, al pari dell'ironia, per scardinare luoghi comuni e verità confezionate anche in Prima persona (2002). Viene a configurarsi, nelle opere di Pontiggia, un movimento della scrittura, tra equilibrio e agonismo, che è movimento della mente, dello sguardo, dei generi narrativi, nel segno dell'inventio. Un'estensione costante della conoscenza, dove ogni esperienza è indagata in una dimensione culturale e intersoggettiva. Per una scrittura in cui ogni scelta stilistica è radicata nell'etica, nel gioco rivelatore e nel rischio imprevedibile della letteratura. «L'etica del racconto», ci ricorda infatti Pontiggia, «è un'etica problematica, allusiva, centrifuga, che ha radici nel passato, ma si ramifica nel futuro imprevedibile del testo».
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