Giardino di mangrovie e Medea dismagata
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14,00 €
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Renato Gabriele parte dalla rappresentazione di una borghesia defraudata della gioia di vivere e nevrotica, quale è messa in scena nel teatro dell'assurdo di Samuel Beckett, cui in specifico "il Giardino di mangrovie" maggiormente si ispira - Porfirio e il Convivente non possono non richiamare alla mente i discorsi scoordinati e inconcludenti di Vladimir e di Estragone in "Aspettando Godot" - ma poi la vicenda si orienta e si definisce nell'intreccio di un'indagine psicologica sul significato delle responsabilità, cioè sulla definizione del rapporto etico verso sé stessi e verso il prossimo e, di conseguenza, sull'ammissibilità dello scarto dalla norma deputata.
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