Malinche. Prima traduttrice (o traditrice) del Nuovo Mondo (La)
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La 'malinche', come veniva chiamata dagli spagnoli, è la donna dai mille nomi e dai mille volti. Anche chiamata Malinalli Teneplat, Malintzin o Doña Marina. Donna intelligente e scaltra, nacque nel 1502 a Coatzacoalcos, nel vasto e frastagliato territorio che oggi chiamiamo Messico. Figura chiave nella conquista del Messico da parte degli spagnoli, a cavallo tra due mondi e tra due lingue, viene considerata la prima traduttrice (e traditrice) nel Nuovo Mondo. La sua storia è molto controversa e affascinante, degna di nota anche grazie al contesto storico e culturale in cui si inserisce. Riprendendo le parole del filosofo Tzvetan Todorov, La Malinche è il primo esempio di ibridazione culturale: né azteca né spagnola, ma sia azteca che spagnola, anticipa quelli che saranno i caratteri del moderno Stato messicano e «al di là di esso, precorre una condizione che è oggi comune a tutti, poiché, se non sempre siamo bilingui, siamo tutti inevitabilmente partecipi di due o tre culture. La Malinche esalta la mescolanza a danno della purezza (azteca o spagnola) ed enfatizza il ruolo dell'intermediario. Non si sottomette puramente e semplicemente all'altro (caso, purtroppo, molto più comune: si pensi a tutte le giovani indiane, 'offerte in dono' o meno, di cui si impadroniscono gli Spagnoli); ne adotta l'ideologia e se ne serve per meglio comprendere la propria cultura...».
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