Tu m'hai di servo tratto a libertate. La funzione Beatrice tra il Settecento e l'Ottocento nella letteratura europea
Prezzo
18,00 €
Nessuna tassa
Inkandela M. (cur.), La Rosa G. (cur.), Lombardi Tommaso (cur.)
Strumenti di Filologia e Critica
Libro in brossura
12 Gennaio 2026
160
Nuovo
A partire dai fervori dell'idealismo e del romanticismo tedesco, l'opera di Dante - fin lì tenuta piuttosto ai margini dei canoni del classicismo - diventò centrale all'interno di molti laboratori di filosofia estetica, di riflessione storiografica, di studio filologico e di creazione artistica - tanto letteraria, quanto figurativa. Ben presto il rinnovato culto dantesco fu diffuso per tutta Europa. Dalla Germania di Hegel e di Schelling o di Karl Witte, per arrivare fino all'Inghilterra di John Flaxman o dei Rossetti, passando prima per la Francia di Baudelaire o di Henry de Bornier (citando solo alcuni dei nomi su cui si sofferma questo volume), un'articolata serie di intellettuali, poeti, filologi e pittori vissuti a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento tornò a dialogare con la poesia dantesca. Ad attirare l'attenzione di quest'epoca estremamente densa di istanze di rinnovamento non fu soltanto la tensione politico-morale sottesa ai canti della Commedia, ma anche il racconto dell'amore del poeta per Beatrice, per come era stato costruito sin dal libello giovanile della Vita Nuova. Seguendo le tracce disseminate dalla figura dalla gentilissima in varie aree culturali del periodo, le studiose e gli studiosi intervenuti in questo volume permettono di addentrarsi nei diversi cantieri che hanno contribuito a riportare la funzione-Beatrice al centro dell'immaginario moderno.
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