Discrezionalità amministrativa, contratti pubblici e re
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20,00 €
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«I sistemi tecnologici avanzati, che impiegano algoritmi a supporto delle decisioni, per un verso debbono considerarsi legittimi (anche se utilizzati dagli operatori economici per illustrare l'offerta e rendere più efficiente l'esecuzione del contratto) e, per l'altro, non riducono ma estendono la responsabilità della stazione appaltante e dei suoi funzionari, accrescendo l'esercizio di potere discrezionale». La contrattualistica pubblica, negli ultimi anni, si è trasformata in un laboratorio nel quale si sperimentano nuove forme di attività amministrativa e ciò in considerazione della naturale propensione a mettere a confronto il momento pubblico e quello privato. Il legislatore, con il Codice dei contratti pubblici del 2023, è intervenuto con un approccio innovatore e pionieristico, disciplinando diversamente dal passato il rapporto tra libero mercato e pubblico interesse, assegnando alla discrezionalità amministrativa il ruolo di strumento di effettiva mediazione tra opposti interessi. Ai protagonisti di tale relazione è stato imposto un unico codice comunicativo, la digitalizzazione "a tutto campo", proiettando così le amministrazioni nell'orbita della sfida tecnologica; una forma di delivery challenge con l'obiettivo di perseguire il pubblico interesse rendendo più efficaci le operazioni contrattuali, combinando tra loro innovazione dei processi, tecnologia avanzata e utilizzo della decisione automatizzata da parte dei pubblici funzionari.
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